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Biblioteca/Pinacoteca Comunale |
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Le
origini della biblioteca e pinacoteca vanno attribuite ad una Associazione
Artistica-Culturale alla quale fu dato nome
“ Sestium”, in
ricordo del vecchio nome del nostro paese. A detta di Don Achille Walter Alfonsi, le premesse per la nascita dell’associazione vanno fatte risalire
all’agosto del 1950,alla vigilia di S.Leone, quando un gruppo di
appassionati amici fondò <<la Compagnia del Fazzoletto Bianco>>, una
sorta di circolo culturale fatto di giovani sostenitori di comuni tendenze
ideologiche volte a incarnarsi in obiettivi significativi per l’intera
comunità saracenara.
Nella sua
relazione contenuta nell’opuscolo “L’eredità dell’Associazione Culturale
SESTIUM”, il prof. Pietro Napoletano individua la fondazione della
“SESTIUM” nell’agosto 1952 , della stessa ci resta una testimonianza
apprezzabile di ben 70 quadri tra i più autorevoli artisti coevi, quali
Guttuso, Purificato, Omiccioli, Andrea Alfano ed altri, e cinque sculture
notevoli.
L’Associazione Artistica-Culturale nominata “ Sestium”si poneva quale
intermediaria per un incontro più intimo tra i cittadini dello stesso
paese, e tendeva essenzialmente alla realizzazione di una biblioteca e
pinacoteca, nonché<< alla formazione di una filodrammatica e alla
promozione di tutte quelle attività atte a incrementare la cultura tra la
cittadinanza e tra la classe studentesca>>.
D’altra
parte si può dire che nel nostro paese non sono mancati fermenti
culturali; basta ricordare il dott. Vincenzo Forestieri, autore della
celebre monografia su Saracena, a cui giustamente è stata intitolata la
biblioteca.
L’intitolazione della nostra biblioteca a questo protagonista delle
vicende culturali di Saracena ci induce ad abbozzare quantomeno una breve
nota biografica su tale prestigioso personaggio.
Nato nel
1822, spentosi all’età di 57 anni, nel 1879, a questi si attribuiscono
molte opere incompiute e inedite, egli va ricordato soprattutto per la
composizione della << Monografia Storica del Comune di Saracena>>, edita
a Roma nel 1913, nonché ad egli si attribuisce un altro riguardevole
manoscritto, ove indugia, con attenzione da storico sulle vicende dei
conventi di Saracena, e, particolarmente, su quello dei Cappuccini . E,
compiendo un ipotetico salto ideale, che ci avvicini ai nostri giorni, ci
pare opportuno citare lo scienziato e poeta prof. Don Vincenzo Fioravanti;
tale illustre personaggio ebbe i suoi natali il 6 dicembre 1876 e si
spense il 28 ottobre 1958, fu anche botanico di fama internazionale e
autore di liriche. Ci piace ricordarlo così con le frasi che suonano piene
di commozione, con cui lo evoca l’autore di una monografia sul prof.
Fioravanti, Mario Alfano: << Era un uomo colto, non c’è dubbio, ma per
saperne di più c’era un solo mezzo: un esame delle sue carte, ma non mi
risulta che esse siano conservate, assieme ai suoi libri e alle sue
riviste. Su un punto si può essere certi. Il prof. Fioravanti era un
eccellente botanico, a livello scientifico. Il suo giardino era un vero e
proprio orto botanico. Vi si rifugiava ogni pomeriggio, per proseguire le
sue letture preferite e per sperimentare i suoi studi sulle piante e sui
fiori>>.
La nostra
galleria biografica su questi nomi trova approdo nel giornalista,
scrittore, poeta e pittore Franco Alfano, autore di diverse pubblicazioni;
e prosegue con il prof. Vincenzo Russo, famoso per la pubblicazione di
opere scientifiche come << Perché il cancro avanza>> e l’ultima sua
realizzazione, il romanzo scientifico << Cancro sesso e società>>.
L’apertura prossima della nuova sede della biblioteca e pinacoteca
comunale vuole essere una testimonianza visibile di un’attenzione della
nostra Amministrazione Comunale verso la consolidazione di un centro di
irradiazione di fermenti culturali, che si identifichi nel simbolo
manifestante di tali slanci vitalistici, che è il
palazzo scelto quale nuova e rinata forma di gestione e di conservazione
di tutto il patrimonio librario e, in genere, artistico, che può vantare
il nostro piccolo Comune.
Un
ipotetico bibliofilo che desse un ampio sguardo alla sala bibliotecaria
potrebbe apprezzare non solo l’utilità di opere consultabili per fini
concorsuali e non solo, ma allo stesso tempo rinverrebbe oltre a testi
letterari, volumi enciclopedici, opere di autori locali, utili libri-guida
sulla storia e la cultura del nostro territorio, anche preziose
pubblicazioni risalenti al XIX secolo, quali : taluni scritti dello
scrittore calabrese nato ad Acri, Vincenzo Padula, conosciuto anche quale
storico delle tradizioni popolari, citato anche nel libro “La Cultura
subalterna in Calabria”del Prof. O.Cavalcanti; otto volumi attribuiti a
Domenico Antonio Galdi di un “ Commentario del Codice di Procedura
Civile”, quattro volumi dell’opera “Diritto Commerciale” di Ercole Vidari,
un manuale linguistico del 1893 di Giuseppe Francini, una grammatica
francese del 1853 di Giuseppe Moneta, le “ Lettere sul Protestantesimo”di
Padre Gesualdo da Cardinale.
Sempre
tornando al nostro appassionato bibliofilo, egli , uscendo da questa
varietà di produzioni culturali, sporgendosi nuovamente alla vista del
sole, può ritenersi entusiasta di questa sua passeggiata nel mondo del
libro.
A tal
punto, la nostra argomentazione non può esimersi dal citare una minima
parte dei quadri e delle sculture contenute nella pinacoteca.
Accanto
alle opere dei pittori locali Andrea Alfano e Mimmo Sancineto, si può
annoverare un olio su tela 30x 40 di Tato, una cera di Emilio Greco, un
disegno 35x50 di Renato Guttuso, un olio su tela di Lello Mario Barresi, e
un’opera del celebre pittore e incisore olandese Rembrandt.
Tale
succinta rassegna sui principali artisti presenti nella sala in
esposizione vuole levarsi come un elogio celebrativo a coloro che hanno
contribuito ad offrire all’intera cittadinanza ed a tutti gli ideali
visitatori un luogo dove ritagli di espressione artistica si sono
cristallizzati nel loro ‘sorgere aurorale’.
A cura di Domenico Laurito
autore del libro "Il nuotatore imbecille"
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